Al prossimo salone internazionale di Le Bourget (15-21 giugno, http://www.paris-air-show.com/), che festeggia 100 anni di vita, verrà esposto ed esibito in volo un esemplare del caccia americano Lockheed Martin F 22A Raptor. Una presenza significativa, si fa notare negli USA, proprio nel momento in cui Pentagono e Congresso stanno decidendo se dar corso o meno alla richiesta dell’USAF di ricevere 60 nuovi esemplari dello stealth, in aggiunta ai 183 ordinati, e alle prime esportazioni. La decisione di prolungare la produzione del caccia, schierato di recente nel Pacifico a Okinawa e Guam, potrebbe avere ripercussioni sul programma di acquisizione da parte delle forze aeree americane del Joint Strike Fighter. Riguardo quest’ultimo, nelle settimane scorse il Ministero della Difesa britannico ha annunciato l’intenzione di rimandare l’ordine dei primi tre esemplari a basso rateo di produzione per la RAF, mentre il Governo italiano non ha ancora preso una decisione finale circa la realizzazione dell’impianto FACO di Cameri per l’assemblaggio e il collaudo degli F 35 italiani e e olandesi.

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La creazione di un centro di ricerca aerospaziale - progetto accarezzato da vari anni - nella provincia più aeronautica d’Italia, Varese, e l’ambizione, anche questa coltivata da tempo, di assumere il pieno controllo del programma italo-americano del convertiplano BA 609, di grande importanza per i suoi contenuti tecnologici e gli sviluppi futuri. E’ quanto è emerso alla presentazione del volume “Vivere d’aria” di Giovanni Spartà al museo e parco aeronautico Volandia (http://www.volandia.it/), alla quale hanno preso parte il MInistro della Difesa Ignazio La Russa, i vertici di AgustaWestland, Alenia Aermacchi e Secondo Mona, questi ultimi in rappresentanza delle PMI e del grande indotto aerospaziale varesino. Il nuovo centro di ricerca potrebbe sorgere a Vergiate e stabilire sinergie con il Centro Italiano di Ricerca Aerospaziale di Capua (http://www.cira.it). In merito al controllo del programma del BA 609, l’A.D. di AgustaWestland Giuseppe Orsi ha detto che per lconcretizzare questo obiettivo si rende necessario uno sforzo finanziario congiunto dei dicasteri della Difesa e dello Sviluppo Economico.

 

 

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