17 dicembre 2009
E’ partito il 16 dicembre il nuovo collegamento tra Colombo e Malpensa, effettuato da SriLankan Airlines due volte alla settimana con Airbus A 330-300. Le due frequenze da e per Malpensa operano su base circolare: il volo UL 565 decollerà ogni mercoledì alle 03:10 locali con arrivo a Malpensa alle 13.:00, dopo uno scalo tecnico a Parigi, mentre il sabato il volo lascerà la capitale dello Sri Lanka alle 12:35 per raggiungere l’aeroporto lombardo alle 21:40 via Francoforte.
La compagnia cingalese ha scelto Aviapartner come fornitore dei servizi di handling (assistenza a passeggeri e servizi di terra).
M.B.

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Da oggi e fino al 29 dicembre, sui voli Air Dolomiti viene offerto un servizio di bordo che intende esaltare i sapori e i colori del Veneto, primo fra tutti quello dell’Amarone, che viene servito a tutti i passeggeri sia di business sia di economy class. L’evento “Amarone in volo”, nato per iniziativa della “Famiglie dell’Amarone d’Arte”  (associazione di dieci famiglie di produttori del rinomato vino della Valpolicella) e di Air Dolomiti, ha lo scopo di promuovere a bordo il territorio veronese, ”mantenendo viva la caratteristica della compagnia che ha sempre fatto delle peculiarità delle regioni uno dei punti di forza per aggiungere valore alla propria offerta di trasporto aereo”, ha dichiarato il presidente Michael Kraus.

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14 dicembre 2009

Dall’inizio dell’anno prossimo, Lufthansa Italia effettuerà servizi navetta in collaborazione con Autostradale per collegare Torino, Novara, Milano, Varese, Como, Lugano, Bergamo e Brescia con l’aeroporto di Malpensa, in connessione con i voli in partenza per le destinazioni nazionali (Roma, Bari, napoli) ed europee (Barcellona, Bucarest, Budapest, Lisbona, Londra, Madrid, Parigi). Inoltre sarà istituita una navetta diretta dalla stazione Centrale di Milano per l’aeroporto, con frequenza ogni 20 minuti (costo 7,50 euro).

 

Nella foto, Heike Birlenbach, responsabile di Lufthansa Italia e Wolfgang Schmidt, direttore generale Lufthansa per l’Italia presentano la colorazione dei bus-navetta.

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Gli F-84 G Thunderjet della Pattuglia Guizzo, gli F-86 Sabre del Cavallino Rampante, e poi i Getti Tonanti, i Diavoli Rossi, i Lanceri Neri… e tutte le altre pattuglie, prima e dopo la guerra, che hanno fatto la storia dell’acrobazia militare italiana: fino, ovviamente, alle Frecce Tricolori, con i Sabre, i G-91 e gli MB-339. Una meravigliosa avventura raccontata, con immagini attuali e rare foto d’archivio, nel calendario 2010 PAN in edicola con il numero di Volare di dicembre, in occasione dei 50 anni della Pattuglia Acrobatica Nazionale.
Un’opera inedita, di grande formato, rilegata con una pratica spirale con gancio: su ogni foglio due immagini, di oggi e di ieri, per celebrare la nostra “bandiera con le ali”, con didascalie che raccontano gli specifici episodi immortalati dalla macchina fotografica. E, in più, un’ulteriore carrellata di immagini, dai biplani ai jet, che completa l’excursus storico, con una nota che ne ripercorre le tappe fondamentali.
Da non perdere, a soli € 4,90 oltre al prezzo del mensile.

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Alitalia-Compagnia Aerea Italiana collaborerà al salvataggio e al rilancio di Atitech, la società di manutenzione un tempo controllata dalla veccia compagnia di bandiera.  Il primo impegno consiste nella partecipazione di Alitalia con una quota del 15 %, al capitale della NewCo che acquisirà Atitech, insieme con Finmeccanica Spa (10%) e la Società Manutenzioni Aeronautiche (Gruppo Meridie, 75%).

In un secondo momento ad Atitech verranno affidati in esclusiva i servizi di manutenzione pesante della flotta Alitalia.

 

La finalizzazione dell’accordo sottoscritto nei giorni scrosi dal governo e da tutte le parti coinvolte era subordinata alla definizione del relativo contratto sindacale entro martedì  20 ottobre.

Per consentire il raggiungimento dell’accordo, Alitalia ha inoltre mantenuto nel corso del 2009 il flusso di forniture a favore di Atitech, consentendone la continuità operativa sul piano industriale.

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 4 dicembre 2009

 

ENAV ha ottenuto dall’Enac, secondo la regolamentazione Easa, la certificazione CAMO (Continuing Airworthiness Management Organization) e di impresa di manutenzione per gli aeroplani con cui effettua il servizio radiomisure negli aeroporti (due Citation 550, un 550S, un 650 di Techno Sky e un Piaggio P 180 Avanti II. La prima certificazione attesta che Enav è in grado di garantire il mantenimento dei requisiti tecnici degli aeromobili, la seconda invece la abilita alla manutenzione di tutti gli aerei della propria flotta (e della controllata Techno Sky). Inoltre, questa certificazione permette di rilasciare, contestualmente all’intervento manutentivo, il certificato di riammissione in servizio dell’aereo. Per ottenere questo risultato, Enav ha investito, tra software e apparecchiature necessarie per la manutenzione, circa 300.000 euro. Il personale interessato dall’attività manutentiva, inoltre, ha seguito corsi di aggiornamento per un totale di 1.500 ore di formazione, che si sono conclusi con la certificazione Enac.

 

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Il C 130J della 46a Aerobrigata dell’Aeronautica Militare caduto a Pisa il 23 novembre scorso provocando la morte dei cinque occupanti, con ogni probabilità stava compiendo un decollo alle “massime prestazioni”, la prima di una serie di manovre previste in una missione di addestramento di due piloti alle particolari procedure di decollo e atterraggio in uso nel teatro afghano.

Fra le ipotesi avanzate pochi giorni dopo l’incidente c’è quella di un intervento del sistema di “stall recovery” dell’aeroplano, che allo scadere della velocità fa automaticamente abbassare il muso. Dopo il decollo - flap completamente abbassati, distacco un po’ prima della velocità di rotazione e decisa traiettoria di salita seguita secondo la procedura da una virata per disimpegnare rapidamente l’area aeroportuale in presenza di possibili minacce contraeree -, il C 130J, complice forse anche una raffica di vento, sarebbe improvvisamente diventato incontrollabile (”non lo tengo più, non lo tengo più!” avrebbe esclamato il pilota ai comandi), peggiorando le sue condizioni di stallo, inclinandosi di lato e precipitando al suolo.

Gli organi dell’Aeronautica Militare preposti alla sicurezza del volo stanno decodificando i “data recorder” dell’aereo. Solo dopo la raccolta e l’analisi dei dati si potrà procedere a una effettiva disamina delle possibili cause dell’incidente, che da parte sua il ministro della Difesa Igniazio La Russa al suo arrivo a Pisa ha fatto rientrare nel novero dei rischi connessi alla partecipazione del nostro Paese alle operazioni militari in Afghanistan.

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