Ecco, in anteprima, le immagini del dimostratore tecnologico dell’anfibio Catalina NG, l’ultimo nato in casa Fly SYnthesis, la cui versione definitiva sarà presentata al prossimo salone di Friedrichshafen (8-11 aprile).

Il carrello, di tipo triciclo anteriore, è retrattile elettricamente (nello scafo con portelli di chiusura) e vi sono segnalatori meccanici per indicarne la posizione. Il sistema di estrazione in emergenza è meccanico e funziona per gravità. Lo scafo è in grado di sopportare un atterraggio sull’erba anche senza carrello grazie alla chiglia rinforzata con materiali quali il Kevlar. Questo consente anche di spiaggiare con facilità.

È in fase di test un’elica a passo variabile in volo con funzione reverse, appositamente realizzata per il velivolo, che permetterà di agevolare notevolmente le operazioni in acqua. La configurazione del Catalina è a 2 posti affiancati, con cinture di sicurezza standard a 3 punti di aggancio, strumentazione analogica per indicatori di volo e motore. L’equipaggiamento marino di emergenza viene fornito con il velivolo. Particolare attenzione è stata posta nello studio sia aerodinamico sia idrodinamico. L’ala (derivata da quella dello Storch Classic) è dotata di un un flapperone Junker costruito in fibra di carbonio a comando elettrico, che utilizza un profilo studiato per ottenere elevatissimi coefficienti di portanza a bassa velocità per facilitare il distacco del velivolo sia dall’acqua che su terra. Il serbatoio da 70 litri, posizionato nello scafo per abbassare il baricentro del velivolo, è già disponibile anche nella versione antiscoppio. Per la sicurezza, infine, c’è anche il paracadute balistico.

 

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E stata confermata il 18 marzo la condanna a due anni, comminata in primo grado (rito abbreviato), addossando a due controllori radar della base militare di Decimomannu il concorso di responsabilità nell’incidente del 24 aprile 2004, quando un Cessna Citation in volo IFR sanitario da Linate a Cagliari impattò la cima di un monte durante un avvicinamento visuale notturno, che era stato richiesto dal pilota per motivi di urgenza. La corte ha accettato pienamente la tesi del PM (lo stesso del primo processo) secondo il quale la conoscenza dell’orografia del suolo nella regione sorvolata al buio (così come richiesto ai piloti da una circolare dell’allora Civilavia) avrebbe dovuto essere surrogata dai controllori: ciò in aperto contrasto con le norme internazionali che regolano il servizio di controllo del traffico aereo. Come conseguenza, l’Anacna (Associazione professionale dei controllori italiani) ha immediatamente invitato i colleghi civili e militari ad astenersi dal concedere autorizzazioni per avvicinamenti visuali ai voli IFR fino a quando le istituzioni aeronautiche non facciano chiarezza sull’inspiegabile verdetto e sulle norme nazionali in vigore. Il rischio di una condanna penale è inaccettabile.
L’Aeronautica Militare ha espresso il massimo sostegno ai propri militari in una nota ufficiale.
A.A.

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