27 novembre

L’aviazione d’affari mondiale si è data un impegnativo obiettivo per rispondere ai requisiti del trattato di Kyoto. Ridurrà i consumi di carburante del 2% all’anno da oggi al 2020, in modo da consentire che la crescita prevista per quella data non comporti un parallelo aumento delle emissioni di CO2; e nel 2050 la flotta mondiale emetterà un totale di anidride carbonica pari al 50% di quella prodotta nel 2005.

E’ questo l’impegno preso dalle associazioni mondiali (operatori e costruttori) del settore, che a tutt’oggi rappresenta il 2% delle emissioni causate dall’aviazione e lo 0,04% di quelle generate da attività umane. Questo obiettivo sarà raggiunto attraverso lo sviluppo di quattro aree: tecnologia, infrastrutture e migliorie operative, carburanti alternativi, misure di mercato. Per raggiungere questi risultati, l’aviazione d’affari chiede in un documento che le normative che riguardano l’aviazione siano unificate a livello mondiale e che venga attribuita all’Icao la responsabilità di monitorare e controllare che siano rispettati i limiti di emissioni da parte dell’aviazione.

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