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Tredici milardi e mezzo di euro (26mila miliardi delle vecchie lire) suddivisi tra 12,9 miliardi per l’acquisizione e il supporto logistico iniziale di 131 aerei, e 605,5 milioni di euro per la costruzione degli impianti FACO/MRO&U di assemblaggio, collaudo, manutenzione, riparazione e modifica a Cameri. E’ questo l’onere complessivo del programma del caccia stealth F 35 per quanto riguarda l’Italia, come si desume dal documento (N. 65, SMD 2/2009) a firma del ministro della Difesa Igniazio La Russa all’esame delle Commissioni Difesa di Camera e Senato. I 13,5 miliardi verranno spalmati sui bilanci della Difesa in 17 anni, dal 2009 al 2026, con picchi di spesa nel 2013 e 2014 (con 1,04 e 1,02 miliardi di euro rispettivamente) per i velivoli, e nel 2011 e 2012 (93,8 e 162,7 milioni di euro) per la FACO/MRO&U. Sessantadue gli F 35B Stovl per l’Aeronautica e la Marina, e 69 gli F 35A a decollo convenzionale per l’Aeronautica. Quattro le basi aeree che dovranno esere attrezzate per ricevere i nuovi cacciabombardieri, più la portaerei Cavour. Il via alla costruzione della FACO, recita il documento, datato 10 marzo, “dovrà essere approvato preferibilmente entro il primo bimestre del 2009″. Il ritardo (le Commissioni hanno 30 giorni per esprimere un parere) non mancherà di influire sull’avvio dei lavori a Cameri e sulle successive scadenze di approntamento e consegna dei primi aerei all’Italia e all’Olanda, previste per il 2014. Seicento i posti di lavoro che i nuovi impianti di Alenia Aeronautica creeranno, su un totale previsto di 10.000 addetti al programma, tenendo conto anche delle ricadute sulle filiere aerospaziali e non del torinese e dell’area della Malpensa. Il piano del Governo contiene anche un dato singolare. La FACO/MRO&U, fra gli altri benebici, porterà a un “incremento del PIL nazionale stimabile in circa 450 milioni di dollari (340 milioni di euro) nel periodo 2009-2025, corrisponente a un indice di redditività in termini di ritorno degli investimenti, di circa il 40%”.
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