Esce tempestiva, allarmata, la notizia che sabato, a Fiumicino per poco non morivano 124 persone in un tragico incidente aereo. Infatti, venti minuti dopo il decollo (ore 9.30), il comandante di un Md 80 della compagnia Italy Airlines, in volo da Fiumicino a Ibiza (volo FS1790), si accorge che la spia del portellone di uno dei carrelli è accesa. L’aereo torna indietro, atterra sulla pista 3, tutti scendono, vengono fatti i controlli, tutti risalgono sullo stesso aereo e a mezzogiorno ripartono. Davvero una minaccia mortale. Non ho capito perché una cosa che ha funzionato perfettamente debba mettere i brividi, non dovrebbero essere quelle che non funzionano, a fare casino?
Neanche a farlo apposta, venerdì, proprio mentre cerco invano di prendere un Roma-Milano di Alitalia, escono altre due notizie: la prima è che che i passeggeri della compagnia più o meno nazionale potranno digitare lo 06-2222, e poi il tasto 5, per accedere al diritto di protestare contro smarrimento bagagli, ritardi nei voli e tutto il resto. Ho provato ed effettivamente rispondono subito. Ma tutto quello che si può ottenere è ricevere istruzioni per i reclami e i rimborsi.

La seconda è un altro nuovo ”servizio”, che mi lascia assai piĂą perplesso: dal mese prossimo, se alleghiamo il nostro numero di telefono alla prenotazione online di un volo, un sms ci avvertirĂ  se è in ritardo. Carino, ma chi li pagherĂ , gli sms? Alitalia? Così tra due mesi ci vorrĂ  una bad company per pagare la bolletta del telefono? D’altro canto, una punta di invidia per i prossimi passeggeri Alitalia ce l’ho: io, venerdì sera, stanco e al colmo della frustrazione, cambiati alcuni gate (li giocherò al superenalotto), ho scoperto, torchiando le titubanti signorine all’ingresso del finger, che il ritardo del mio volo era dovuto prima all’assenza dei cartellini con le figurine di sicurezza dietro i sedili, per cui il comandante ha mandato qualcuno a farli prendere (dove? adesso da qualche parte del mondo ci sarĂ  un altro aereo senza?); poi dall’imbarazzo perchĂ©, purtroppo, essi erano marchiati AirOne e quindi è venuto il dubbio che non fossero giusti, anche se sempre di un A320 si trattava. Infine devono aver capito che due aerei identici, dipinti in modo diverso sono identici lo stesso, e ci hanno fatto partire. Immaginate che sollievo mi avrebbe somministrato un salvifico sms che, alle nove di sera, quando ero appeso al gate da un’ora e nervoso come una gabbia di scimmie, mi avvertiva che il mio volo era in ritardo.

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