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Washington, 28 ottobre - Da ieri e con “effetto immediato”, la Federal Aviation Administration (Faa) ha revocato le licenze dei due piloti di Northwest Airlines che il 21 ottobre - ai comandi del volo NWA 188, un Airbus A 320 in servizio da San Diego a Minneapolis St. Paul - avevano sorvolato per circa 150 miglia e a FL370 la loro destinazione finale senza rispondere per quasi un’ora alle chiamate radio dei controllori. Entrambi i piloti, il comandante Timothy B. Cheney, 53 anni (in compagnia dal 1985, 20.000 ore di volo di cui 10.000 su A 320 e 7.000 come PIC, ovvero pilota in comando) e il primo ufficiale Richard I. Cole, 54 anni (in Northwest dal 1997, 11.000 di total time di cui 5.000 sull’A 320), sono stati ascoltati separatamente e per circa 5 ore dagli investigatori del National Transportation Safety Board. In un aggiornamento sull’inchiesta, gli investigatori (che stanno esaminando anche il contenuto del Flight Data Recorder) hanno rivelato alcuni degli elementi critici emersi dalle interviste. Pilota e copilota avrebbero negato di essersi addormentati o appisolati in cabina o di aver avuto un’accesa discussione. L’argomento discusso - identificato come primo elemento di distrazione - sarebbe stato il nuovo sistema per l’attribuzione dei turni mensili di servizio, piano introdotto dopo l’acquisizione di Northwest da parte della Delta. In violazione della policy di compagnia entrambi i piloti avrebbero inoltre ammesso di aver acceso e utilizzato i propri laptop. Mancate alcune chiamate radio dell’ATC e persino dei messaggi dai dispatcher di compagnia, l’equipaggio si sarebbe accorto della lunga deviazione solo dopo una chiamata dalla cabina principale 5 minuti prima dell’ETA, l’ora prevista di arrivo. Verificato sul PFD di aver oltrepassato l’aeroporto, i piloti hanno contattato l’ATC per essere quindi vettorati a destinazione. Nel frattempo il sindacato di categoria, l’Airline Pilots Association (Alpa), ha duramente criticato la divulgazione del contenuto (riservato) delle interviste, una pratica che rischia di minare quel rapporto di fiducia - basato appunto sulla confidenzialità - che è alla radice di alcuni programmi, legati a report su base volontaria, che puntano a promuovere la sicurezza del volo.
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